Giuseppe Saverio Mercadante
(1795-1870)
Giuseppe Saverio Mercadante nacque ad Altamura il 17 settembre 1795. Sentì da piccolissimo il richiamo della musica. Era sua abitudine suonare uno zufoletto sui gradini della Chiesa e questo sollecitò l'attenzione di un influente prelato che si adoperò affinchè il giovinetto potesse entrare nel Conservatorio di Napoli. Qui studiò violino e composizione, richiamando giovanissimo l'attenzione di Rossini. La sua prima opera, L'apoteosi di Ercole, fu rappresentata con successo al San Carlo di Napoli il 19 agosto 1819. La Scala di Milano, con l'opera di genere semiserio Elisa e Claudio, rappresentata la sera del 30 ottobre 1821, lo fece proclamare emulo di Rossini.
Le opere liriche di Saverio Mercadante, pur presentando caratteri personali e distinti, rientrano nel movimento stilistico del Melodramma italiano ottocentesco. Svolse attività di operista in Spagna e Portogallo dal 1827 al 1829. Le opere che maggiormente destarono entusiasmo furono Donna Caritea (Fenice di Venezia - 21 febbraio 1826), I Normanni a Parigi (Regio di Torino - 7 febbraio 1832), Emma d'Antiochia (Fenice - 8 marzo 1834), Il Giuramento (Scala di Milano - 11 marzo 1837), Il Bravo (Scala - 9 marzo 1839), La Vestale (S.Carlo di Napoli - 10 marzo 1840), Il Reggente (Regio - 2 febbraio 1843), Orazi e Curiazi (S.Carlo - 10 novembre 1846), Virginia (S.Carlo - 7 aprile 1866), sua ultima opera rappresentata quando ormai il maestro era completamente cieco da quattro anni.
I melodrammi di Mercadante sono 54, alcuni dei quali furono rappresentati per la prima volta all'estero nei teatri di Lisbona, Vienna, Madrid, Cadice, Parigi.
Compose anche due balli e molta musica sacra tra cui il celebre Miserere e le celeberrime Sette parole, nonchè inni, cantate e sinfonie.
Dal 1833 al 1840 fu maestro della cattedrale di Novara. Nel 1836, su invito di Rossini, allestì al Theatre Italien di Parigi I briganti. Nel 1940, scelto da Donizetti, divenne direttore del R. Istituto di S.Pietro a Maiella di Napoli, posto che occupò fino alla morte, ivi avvenuta il 17 dicembre 1870.
A Napoli esiste un monumento sulla piazza omonima e un teatro che porta il suo nome, come un monumento e un teatro esistono ad Altamura. Un busto è presente al Pincio, a Roma, fra le figure che dettero gloria all'Italia.
Luca de Samuele Cagnazzi
(1764-1852)
Luca de Samuele Cagnazzi, arcidiacono, fu uno degli uomini più illustri di Altamura. Fu uno dei più forti enciclopedisti del suo tempo, matematico ed economista; lirico e metafisico; geologo e archeologo; teologo e botanico; creatore in Italia della statistica. Insegnò matematica e fisica nell'antica Università di Altamura, fiorente tempio della cultura del Regno di Napoli, e contribuì a risolvere alcuni tra i maggiori problemi agricoli, industriali, sociali e amministrativi della Puglia.
Nel 1799 andò via da Altamura per insegnare dapprima all'Università di Firenze e poi in quella di Napoli dal 1806; qui fece parte del governo del Murat come capo dell'ufficio di statistica e commercio, e vi restò fino al 1821.
Nel 1848, ad 84 anni, fu eletto deputato; partecipò alle proteste liberali e presiedette a Napoli, il 15 maggio 1848, la storica seduta dei deputati, fatta sciogliere dalla forza pubblica. Finì sotto processo e morì nel 1852, ad 88 anni, durante una seduta del processo.
Si occupò dell'arte del canto con gli studi sulla Tonografia e, in tal modo, si pose come precursore nell'invenzione del fonografo. Su questo argomento fu pubblicato un articolo nel n.46 de "La Domenica del Corriere" del 1921.
Tra le molte opere pubblicate, segnaliamo Leges in Catholica Ecclesia vigentes apto ordine digestae.
Ottavio Serena
(1837-1914)
Ottavio Serena nacque ad Altamura nel 1837 e morì a Roma nel 1914.
Occupò moltissime cariche tra cui quelle di Presidente del Consiglio provinciale di Bari, di R.Commissario di Napoli, di Prefetto, di Presidente del Consiglio di Stato.
Fu per sette legislature Deputato al Parlamento, Vice Ministro agli Interni e. successivamente, Senatore del Regno.
Inoltre Altamura ha dato i natali al madrigalista
Angelo Ignannino (1475-1543), ai musicisti
Vincenzo Lavigna (1767-1836) e
Giacomo Tritto (1733-1824), al fisiologo
Giuseppe Giannuzzi (1839-1867), al pittore
Raffaele Laudati (1862-1941) e al meridionalista
Tommaso Fiore (1884-1973) .